Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
play_arrow
RPL – ’70’80’90 Musica 708090
Tra i cartoni animati che hanno accompagnato l’infanzia di chi è cresciuto tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta c’è Ti voglio bene Denver, titolo italiano della serie americana Denver, the Last Dinosaur.
Il protagonista è Denver, un simpaticissimo dinosauro verde che, nonostante provenga da un’epoca lontanissima, si ritrova improvvisamente catapultato nel mondo moderno. È buono, curioso, giocherellone e soprattutto ha una grande passione per la musica, il divertimento e tutto ciò che scopre insieme ai suoi giovani amici.
Lontanissimo dall’immagine del dinosauro feroce e spaventoso, Denver è praticamente un ragazzo degli anni Ottanta intrappolato nel corpo di un enorme rettile preistorico: ama lo skateboard, la chitarra, il rock e stare in compagnia.
Ed è proprio questa combinazione improbabile a renderlo irresistibile.
Tutto comincia quando un gruppo di ragazzi scopre casualmente un gigantesco uovo di dinosauro durante una delle loro avventure.
Dall’uovo nasce Denver.
La sorpresa è enorme: davanti ai ragazzi c’è un vero dinosauro sopravvissuto all’estinzione della sua specie. Ma ben presto scoprono che Denver non rappresenta affatto un pericolo. È amichevole, intelligente e desideroso di conoscere quel mondo completamente diverso da quello al quale appartenevano i suoi antenati.
I ragazzi decidono così di proteggerlo e mantenere segreta la sua esistenza.
Nasce un’amicizia straordinaria fatta di avventure, musica, corse sullo skateboard e situazioni esilaranti. Naturalmente nascondere un dinosauro di quelle dimensioni non è esattamente semplice e ogni episodio porta con sé nuovi problemi.
Denver deve imparare le abitudini degli esseri umani, mentre i suoi amici devono continuamente evitare che qualcuno scopra la sua vera identità.
Il gruppo di ragazzi rappresenta una parte fondamentale della serie. Tra i protagonisti troviamo Wally, Jeremy, Mario e Shades, ognuno caratterizzato da una personalità differente.
Sono loro a trovare l’uovo e a diventare la nuova famiglia di Denver.
Wally instaura un rapporto particolarmente forte con il dinosauro, mentre gli altri membri del gruppo contribuiscono alle numerose avventure con idee, scherzi e iniziative non sempre fortunate.
Denver, pur essendo fisicamente molto diverso da loro, diventa rapidamente uno del gruppo. La serie utilizza proprio questa amicizia per trasmettere uno dei suoi messaggi principali: essere diversi non significa non poter appartenere alla stessa famiglia.
La presenza di Denver nel mondo moderno è legata a un misterioso uovo di dinosauro rimasto intatto per milioni di anni.
La serie gioca continuamente sul contrasto tra preistoria e anni Ottanta. Denver scopre automobili, televisione, strumenti musicali, videogiochi, abbigliamento moderno e soprattutto la musica.
Ma il dinosauro possiede anche un particolare frammento del suo guscio che permette ai protagonisti di vedere immagini e situazioni legate alla preistoria.
Questo elemento introduce nelle storie anche una componente educativa: attraverso Denver, i giovani protagonisti e gli spettatori possono scoprire qualcosa sul mondo dei dinosauri e sulla vita milioni di anni fa.
Se c’è una caratteristica che rende Denver immediatamente riconoscibile è il suo amore per la musica.
Il dinosauro impara rapidamente ad apprezzare la cultura dei ragazzi degli anni Ottanta e non perde occasione per divertirsi. Lo vediamo ballare, suonare la chitarra, andare sullo skateboard e partecipare alle attività dei suoi amici.
Il risultato è un personaggio che rappresenta perfettamente l’immaginario pop dell’epoca: colori accesi, musica rock, skateboard, occhiali da sole e tanta voglia di divertirsi.
Denver non era semplicemente un dinosauro inserito nel presente. Era un dinosauro diventato a tutti gli effetti un adolescente degli anni Ottanta.
Naturalmente, l’esistenza dell’ultimo dinosauro vivente attirerebbe immediatamente l’attenzione di scienziati, giornalisti e persone interessate a guadagnare denaro.
Ed è proprio questo uno dei pericoli affrontati nella serie.
I ragazzi devono continuamente proteggere Denver da chi vorrebbe catturarlo, sfruttarlo o trasformarlo in un’attrazione. Il dinosauro, infatti, rappresenterebbe una scoperta scientifica senza precedenti e potrebbe valere una fortuna.
Dietro le avventure e la comicità emerge così un tema ricorrente: Denver non è un oggetto da possedere o utilizzare per guadagnare denaro, ma un essere vivente e soprattutto un amico.
Denver, the Last Dinosaur debuttò nel 1988 e fu una produzione franco-americana realizzata nel pieno del successo internazionale dei cartoni dedicati ai dinosauri.
La serie originale conta 50 episodi, prodotti tra il 1988 e il 1990.
Lo stile grafico, la musica e soprattutto il carattere dei protagonisti riflettono perfettamente l’estetica della fine degli anni Ottanta. Basta osservare l’abbigliamento dei ragazzi, gli skateboard e le ambientazioni per riconoscere immediatamente il periodo nel quale il cartone è stato realizzato.
In Italia Ti voglio bene Denver arrivò nel 1989, a pochissimo tempo di distanza dal debutto internazionale, trovando spazio nella programmazione televisiva dedicata ai più giovani.
La serie divenne particolarmente popolare tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, anche grazie alla sua indimenticabile sigla italiana.
1988 → debutto originale di Denver, the Last Dinosaur
1989 → arrivo del cartone animato in Italia
1988-1990 → periodo di produzione della serie
50 episodi → totale della serie originale
Per molti bambini italiani, Denver diventò rapidamente uno dei dinosauri più famosi della televisione.
Un ruolo fondamentale nel successo italiano della serie lo ebbe naturalmente la sigla.
“Ti voglio bene Denver”, interpretata da Cristina D’Avena, è diventata una delle canzoni più riconoscibili legate ai cartoni animati di quel periodo.
Il titolo italiano della serie deriva proprio dalla sigla, scelta che contribuì a rendere il personaggio ancora più familiare al pubblico.
Ancora oggi bastano poche note per riportare molti spettatori direttamente all’infanzia e ai pomeriggi trascorsi davanti alla televisione.
Dietro le gag e le avventure, “Ti voglio bene Denver” raccontava soprattutto una grande storia di amicizia.
Denver è completamente diverso dai ragazzi: proviene da un’altra epoca, appartiene a un’altra specie e non conosce praticamente nulla del mondo nel quale si ritrova.
Eppure queste differenze non rappresentano mai un ostacolo.
I ragazzi lo accolgono, lo proteggono e gli insegnano a vivere nel presente. Denver, a sua volta, porta nella loro vita qualcosa di straordinario e insegna loro il valore della lealtà e dell’amicizia.
Il messaggio era semplice ma efficace: ciò che rende qualcuno nostro amico non è il suo aspetto o la sua provenienza, ma il rapporto che costruiamo con lui.
A distanza di oltre trent’anni, Denver continua a essere uno dei personaggi simbolo dell’animazione della fine degli anni Ottanta.
La formula era semplice ma perfetta: un dinosauro buono, un gruppo di ragazzi, musica, skateboard, avventura e una grande amicizia.
A tutto questo si aggiungeva un’estetica fortemente legata agli anni Ottanta, che oggi rende la serie ancora più nostalgica per chi l’ha conosciuta durante la sua prima trasmissione.
Denver non era il dinosauro più forte o più spaventoso della televisione. Era semplicemente quello che tutti avrebbero voluto avere come amico.
Ed è probabilmente per questo che, dopo tanti anni, viene ancora ricordato con lo stesso affetto.
Scritto da: enzosangrigoli
cartoni animati cartoni animati anni 80 cartoni anni 90 cartoon vintage Cristina D’Avena Denver Denver the Last Dinosaur dinosauri Jeremy Mario serie animate Shades Ti voglio bene Denver tv Italia Wally
NEXT GENERATION - Copyright© RPL708090 - Tutti i diritti sono riservati.
Commenti post (0)