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Adriano Celentano: il Molleggiato che ha cambiato la musica italiana

today18 Novembre 2025 16

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Carismatico, imprevedibile, geniale.
Adriano Celentano non è solo un cantante o un attore, ma un vero e proprio fenomeno culturale.
Dagli anni ’60 in poi ha rappresentato l’Italia che cambia: ironica, ribelle, popolare e allo stesso tempo profondamente umana.

Con la sua voce inconfondibile, i suoi movimenti “molleggiati” e il suo modo di stare sul palco unico nel panorama italiano, Celentano ha saputo unire generazioni e linguaggi, diventando una leggenda vivente.

Gli inizi e la nascita del “Molleggiato”

Adriano Celentano nasce a Milano il 6 gennaio 1938, in via Gluck — una via che diventerà simbolo della sua storia e della sua musica.
Appassionato di rock’n’roll fin da giovanissimo, si ispira a Elvis Presley e Bill Haley, portando in Italia un suono e un’energia fino ad allora sconosciuti.

Nel 1957 debutta al mitico Festival del Rock and Roll al Palazzo del Ghiaccio di Milano, scatenando il pubblico con la sua voce roca e il suo modo di ballare “americano”.
È lì che nasce il soprannome che lo accompagnerà per tutta la vita: “Il Molleggiato”.

Gli anni del successo

Negli anni ’60 e ’70 Celentano diventa una vera istituzione della musica italiana.
Successi come:

  • 24.000 baci,

  • Azzurro,

  • Il ragazzo della via Gluck,

  • Prisencolinensinainciusol,

  • Svalutation,

  • Una carezza in un pugno,
    sono pietre miliari di un repertorio capace di mescolare melodia, ironia e critica sociale.

Ogni brano è uno specchio dei tempi: dietro la leggerezza si nasconde sempre una riflessione profonda sull’uomo, sulla modernità e sul mondo che cambia.

Con Prisencolinensinainciusol (1972), cantata in un inglese inventato, anticipa persino il rap e la globalizzazione musicale, dimostrando una creatività fuori dal comune.

L’attore e il regista

Parallelamente alla musica, Adriano Celentano diventa protagonista anche al cinema, con film che hanno fatto la storia della commedia italiana.
Titoli come Serafino, Rugantino, Mani di velluto, Il bisbetico domato, Innamorato pazzo e Il burbero sono veri cult, spesso in coppia con la sua compagna di vita e d’arte Claudia Mori.

Il suo stile recitativo, spontaneo e naturale, gli permette di passare con disinvoltura dalla commedia al dramma, confermandolo come uno degli artisti più versatili del nostro Paese.

Il Celentano televisivo

Anche la televisione porta la firma di Celentano.
Programmi come Fantastico 8, Francamente me ne infischio e soprattutto RockPolitik (2005) mostrano il lato più riflessivo e provocatorio del Molleggiato.
Ogni sua apparizione televisiva è un evento: tempi dilatati, silenzi, monologhi, improvvisazioni e momenti di grande poesia.
Celentano non intrattiene — fa pensare.

L’uomo, l’artista, la leggenda

In oltre sei decenni di carriera, Adriano Celentano ha venduto più di 150 milioni di dischi, ha firmato successi indelebili e ha ispirato generazioni di artisti italiani e internazionali.
È stato ed è ancora un personaggio libero, anticonformista, capace di dire sempre ciò che pensa, anche quando scomodo.

Il suo carisma non ha bisogno di effetti: basta uno sguardo, un gesto, una parola per catalizzare l’attenzione di milioni di persone.

Il ragazzo della via Gluck che non è mai cambiato

Oggi, dopo una carriera che ha attraversato ogni epoca della musica italiana, Adriano Celentano resta il simbolo di un’Italia autentica, ironica, appassionata e ribelle.
Un artista che ha fatto della libertà il suo marchio di fabbrica, e della sua voce una parte della nostra storia collettiva.

Come canta in una delle sue canzoni più amate:

“Io son quel che son, prendimi se vuoi…”
E noi, da oltre sessant’anni, non abbiamo mai smesso di farlo.

Scritto da: enzosangrigoli

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