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Albert il ciccione: il cartone animato che faceva ridere e riflettere

today6 Ottobre 2026 5

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Tra i cartoni animati americani arrivati sulla televisione italiana negli anni Ottanta, Albert il ciccione, conosciuto successivamente soprattutto come Albertone, era decisamente diverso dagli altri. Niente robot giganti, superpoteri o mondi fantastici: le sue storie parlavano di un gruppo di ragazzi, della loro amicizia e dei piccoli e grandi problemi della vita quotidiana.

Il titolo originale era Fat Albert and the Cosby Kids. La serie, creata da Bill Cosby e prodotta dalla Filmation, debuttò negli Stati Uniti il 9 settembre 1972 sulla CBS. Il personaggio di Fat Albert era nato alcuni anni prima dai racconti comici di Cosby ispirati alla sua infanzia a Filadelfia.

 Chi è Albert

Albert è un ragazzo corpulento, allegro, generoso e sorprendentemente agile. È il punto di riferimento di un gruppo di amici che trascorre gran parte del proprio tempo nel quartiere, giocando, scherzando e inevitabilmente finendo in qualche situazione complicata.

Il suo celebre saluto “Hey, hey, hey!” diventò uno dei tratti distintivi del personaggio.

Albert non è però semplicemente il protagonista comico della serie. È spesso quello che riesce a riportare il gruppo alla ragione, cercando di capire cosa sia giusto fare quando uno degli amici commette un errore.

 La banda di Albert

Attorno ad Albert troviamo un gruppo di personaggi molto diversi tra loro: Rudy, Russell, Bill, Mushmouth, Weird Harold, Dumb Donald e Bucky.

Ognuno possiede una personalità immediatamente riconoscibile e proprio le differenze tra i ragazzi diventano il motore di molte storie.

Non sono supereroi: sono semplicemente amici che crescono insieme.

E proprio questa normalità rappresentava una delle caratteristiche più originali del cartone.

 La Junkyard Band

Albert e i suoi amici hanno anche una band musicale, la Junkyard Band.

La particolarità è che i loro strumenti sono costruiti utilizzando oggetti recuperati e materiali di fortuna. Il cortile e i rottami diventano così un piccolo universo nel quale i ragazzi possono giocare, inventare e fare musica.

Le sequenze musicali rappresentano uno dei momenti più caratteristici degli episodi e contribuiscono a creare l’atmosfera urbana della serie.

 Un cartone che voleva insegnare qualcosa

La caratteristica più importante di Fat Albert era il suo intento educativo.

Ogni episodio affrontava un problema concreto: amicizia, responsabilità, scuola, bullismo, discriminazione, rispetto degli altri, sicurezza e difficoltà familiari.

Alla fine della storia veniva generalmente proposta una riflessione su quanto accaduto.

In alcuni momenti compariva anche Bill Cosby in persona, collegando le parti animate e introducendo o commentando il tema affrontato nell’episodio.

La componente educativa era talmente importante che negli Stati Uniti la serie venne utilizzata anche in alcuni contesti scolastici.

 Una produzione Filmation

La serie venne realizzata dalla Filmation, studio americano che negli anni successivi avrebbe prodotto numerosi cartoni diventati famosissimi anche in Italia, tra cui He-Man e i dominatori dell’universo, She-Ra e Ghostbusters.

Lo stile grafico è quello tipico dell’animazione televisiva americana dell’epoca: movimenti relativamente semplici, fondali spesso riutilizzati e grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi.

La produzione di Fat Albert continuò, con diverse formule e periodi di interruzione, per molti anni, facendo del personaggio una presenza molto conosciuta nella televisione americana.

 Quando arrivò Albert il ciccione in Italia

Albert il ciccione arrivò sulla televisione italiana nei primi anni Ottanta.

Le fonti sulla prima trasmissione presentano una piccola differenza: alcune ricostruzioni indicano il debutto su Italia 1 dalla fine di giugno del 1982, all’interno di Bim Bum Bam, proprio con il titolo Albert il ciccione. Gli archivi italiani dedicati alle sigle e ai cartoni catalogano invece Albertone a partire dal 1983.

La prima edizione venne successivamente replicata anche all’interno di Ciao Ciao su Rete 4 nel 1984. Dalla metà degli anni Ottanta la serie passò anche su Rai 1, dove divenne particolarmente conosciuta con il titolo Albertone.

Per questo molti spettatori italiani ricordano lo stesso personaggio con due nomi differenti:

Albert il ciccione → titolo utilizzato nelle prime trasmissioni italiane
Albertone → titolo con il quale la serie divenne successivamente molto conosciuta

 Perché Albertone è ancora ricordato

Albert era diverso dagli eroi che popolavano la televisione dei ragazzi.

Non doveva salvare il pianeta.

Doveva affrontare problemi molto più piccoli, ma spesso molto più vicini alla vita reale di chi guardava il cartone.

Un litigio tra amici, una bugia, una scelta sbagliata o qualcuno che aveva bisogno di aiuto diventavano sufficienti per costruire una storia.

Ed era proprio questo il segreto di Albert il ciccione: far sorridere i ragazzi e, quasi senza farsene accorgere, lasciare alla fine di ogni avventura qualcosa su cui riflettere.

Per chi lo scoprì sulla televisione italiana degli anni Ottanta, basta ancora oggi ricordare quel grande ragazzo con la maglietta rossa per sentire nella testa il suo inconfondibile:

“Hey, hey, hey!”

Scritto da: enzosangrigoli

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