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Tra le serie che hanno fatto la storia dell’animazione giapponese, Gatchaman occupa un posto d’onore.
Prodotto nel 1972 dallo studio Tatsunoko Production, il titolo originale è Science Ninja Team Gatchaman (Kagaku Ninjatai Gatchaman), e racconta le avventure di un gruppo di giovani eroi impegnati a salvare la Terra da una minaccia aliena.
Con il suo stile dinamico, i costumi iconici e l’uso pionieristico della tecnologia nell’animazione, Gatchaman è considerato il precursore di serie come Power Rangers, Voltron e Sailor Moon.
La Terra è minacciata dall’organizzazione interplanetaria Galactor, guidata dal misterioso e ambiguo Berg Katse, che mira a conquistare il pianeta sfruttandone le risorse energetiche.
A difenderla c’è la Squadra Ninja della Scienza (Science Ninja Team), formata da cinque giovani eroi, addestrati dal Dottor Nambu e dotati di costumi e veicoli speciali.
Il gruppo è composto da:
Ken Washio (Ken il Falco) – il leader coraggioso e razionale, pilota della nave God Phoenix;
Joe Asakura (Joe il Condor) – il ribelle e carismatico cecchino del gruppo;
Jun (Jun il Cigno) – la combattente esperta e sensibile;
Jinpei (Jinpei la Rondine) – il più giovane e scanzonato del team;
Ryu (Ryu il Gufo) – il pilota bonario e affamato.
Insieme, grazie a tecniche ninja e poteri tecnologici, i cinque lottano per difendere il pianeta, trasformandosi in eroi alati in tute colorate ispirate agli uccelli.
Gatchaman arrivò in Italia nel 1979 con il titolo La battaglia dei pianeti, una versione americana adattata e rimaneggiata dalla Hanna-Barbera per il pubblico occidentale.
Furono tagliate molte scene ritenute violente e aggiunto un nuovo personaggio robotico, 7-Zark-7, per introdurre i vari episodi e spiegare la storia.
La serie fu trasmessa prima su Rete 2 (oggi Rai 2), poi su Telemontecarlo e Italia 1, diventando un grande successo televisivo.
La sigla italiana, interpretata da Douglas Meakin per i Superobots, è ancora oggi una delle più amate:
“Cinque eroi con un solo cuore, contro il male vinceranno loro…”
Il primo “team anime” della storia: Gatchaman è considerato il prototipo delle squadre di supereroi giapponesi, da cui derivano i Sentai e, più tardi, i Power Rangers.
Tecnologia e stile: i costumi ispirati agli uccelli e i veicoli supertecnologici furono una novità assoluta per l’epoca, anticipando molti temi della fantascienza moderna.
Adattamenti e remake: nel corso degli anni, Gatchaman ha avuto vari reboot, tra cui Gatchaman II (1978), Gatchaman Fighter (1979) e il film live action Gatchaman del 2013.
Un cattivo leggendario: Berg Katse, con la sua doppia identità maschile e femminile, è uno dei villain più complessi dell’animazione giapponese.
Influenza culturale: la serie ha ispirato produzioni internazionali come Voltron, Teenage Mutant Ninja Turtles e Big Hero 6.
Tatsunoko Production: lo studio fondatore di Gatchaman è anche creatore di altri cult come Yattaman e Hurricane Polymar.
Gatchaman non è solo un cartone d’azione: è una serie che celebra il coraggio, l’amicizia e il senso del sacrificio.
Ogni membro del team rappresenta un valore — dal coraggio di Ken alla determinazione di Joe — rendendo la squadra un simbolo di unità e speranza.
Con il suo mix di epica, musica e dramma, Gatchaman ha definito un intero genere e rimane, ancora oggi, uno dei capolavori assoluti dell’animazione giapponese.
Scritto da: enzosangrigoli
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