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La Hit Parade del 25 settembre 1982 segna un importante cambio al vertice. Dopo il lungo dominio estivo di Miguel Bosé, è Claudio Baglioni con “Avrai” a conquistare il primo posto. Una canzone profondamente personale, nata dalla recente paternità del cantautore romano, riesce così a diventare uno dei maggiori successi italiani del momento.
Alle sue spalle resiste “Bravi ragazzi” di Miguel Bosé, mentre Giuni Russo mantiene il terzo posto con “Un’estate al mare”. Ma questa classifica racconta soprattutto quanto fosse musicalmente ricco il 1982: nelle prime dieci posizioni convivono la canzone d’autore italiana, il funk britannico degli Imagination, l’elettronica minimale dei Trio, la new wave di Alberto Camerini e una grande ballata internazionale firmata Elton John.
1. Avrai – Claudio Baglioni
2. Bravi ragazzi – Miguel Bosé
3. Un’estate al mare – Giuni Russo
4. Music & Lights – Imagination
5. Da Da Da I Don’t Love You – Trio
6. Nisida – Edoardo Bennato
7. Tanz bambolina – Alberto Camerini
8. Non sono una signora – Loredana Bertè
9. Blue Eyes – Elton John
10. Paradise – Phoebe Cates
Al primo posto troviamo finalmente “Avrai” di Claudio Baglioni, una delle composizioni più intime e intense della sua carriera.
La storia della canzone è strettamente legata alla vita privata del cantautore. Il 19 maggio 1982 nasce Giovanni, figlio di Claudio Baglioni e Paola Massari. Quella nuova esperienza porta Baglioni a immaginare il futuro del bambino e tutto ciò che la vita gli metterà davanti.
Nasce così “Avrai”.
Il testo è costruito come una lunga conversazione con un figlio che ancora non può comprendere quelle parole. Baglioni non gli promette una vita perfetta: gli racconta piuttosto ciò che probabilmente incontrerà crescendo.
Avrà tempo, speranze, amori, paure, domande, delusioni e occasioni per ricominciare.
È proprio questa la forza della canzone. Baglioni parte da un avvenimento assolutamente privato – la nascita del proprio figlio – e riesce a trasformarlo in qualcosa nel quale possono riconoscersi migliaia di persone.
“Avrai” diventa così una canzone sul rapporto tra genitori e figli, ma anche sul futuro e sulla vita stessa.
Anche musicalmente il brano cresce progressivamente. L’arrangiamento accompagna le parole senza sovrastarle e aumenta d’intensità man mano che il racconto procede, fino a trasformare quella che inizialmente sembra una confidenza privata in una dichiarazione molto più ampia.
Il successo è enorme e il 25 settembre 1982 arriva anche il primo posto nella Hit Parade, davanti a uno dei dischi più forti di quell’estate, “Bravi ragazzi”.
Dopo una lunga permanenza al vertice, Miguel Bosé con “Bravi ragazzi” scende alla seconda posizione.
Il brano ha accompagnato praticamente tutta l’estate del 1982 e rappresenta uno dei momenti più importanti della carriera italiana di Bosé.
Il cantante spagnolo sta attraversando una fase di trasformazione: l’immagine dell’idolo adolescenziale lascia progressivamente spazio a un artista più sofisticato, interessato alle nuove sonorità elettroniche e alla ricerca visiva.
“Bravi ragazzi” rappresenta perfettamente questo passaggio e conferma il rapporto particolarmente forte che Bosé ha costruito con il pubblico italiano.
È ormai arrivato l’autunno, ma al terzo posto troviamo ancora “Un’estate al mare” di Giuni Russo.
Ed è forse proprio questa permanenza a dimostrare che il brano è qualcosa di più di un semplice tormentone stagionale.
La canzone porta le firme di Franco Battiato e Giusto Pio e utilizza un linguaggio apparentemente leggero per costruire un piccolo universo fatto di desiderio di evasione, mare e libertà.
Poi c’è naturalmente la voce di Giuni Russo, capace di trasformare completamente il pezzo. Il celebre finale che richiama il verso dei gabbiani mette in evidenza una capacità vocale difficilmente paragonabile a quella di altre interpreti italiane del periodo.
Alla posizione numero quattro troviamo “Music & Lights” degli Imagination, gruppo britannico che nel 1982 vive uno dei momenti migliori della propria carriera.
La loro musica rappresenta perfettamente il passaggio dalla disco music degli anni Settanta al nuovo funk elettronico dei primi anni Ottanta.
“Music & Lights” mette insieme basso, sintetizzatori, ritmo da discoteca e la caratteristica voce in falsetto di Leee John. Dopo “Just An Illusion”, gli Imagination dimostrano così di non essere legati a un solo grande successo.
Al quinto posto troviamo “Da Da Da” dei Trio.
La particolarità della canzone sta esattamente nel contrario di ciò che fanno molte produzioni del periodo. Mentre gli studi di registrazione si riempiono di sintetizzatori, effetti e nuove tecnologie, il gruppo tedesco decide di ridurre tutto all’essenziale.
Pochi accordi, una piccola tastiera, una drum machine e un testo volutamente ripetitivo.
Il risultato è sorprendente: “Da Da Da” diventa uno dei maggiori successi europei del 1982 e uno dei primi esempi di quella particolare estetica minimale che caratterizzerà una parte della new wave europea.
Sale alla sesta posizione “Nisida” di Edoardo Bennato.
L’isola di Nisida, nel Golfo di Napoli, diventa il punto di partenza per un brano che contiene molte delle caratteristiche tipiche della scrittura di Bennato: ironia, osservazione della realtà, riferimenti alla sua città e una melodia apparentemente semplice dietro la quale si nasconde molto di più.
Bennato è ormai uno dei cantautori italiani più popolari, ma continua a mantenere quella vena provocatoria che lo aveva distinto fin dagli inizi della carriera.
Alla posizione numero sette troviamo Alberto Camerini con “Tanz bambolina”.
Camerini è uno dei personaggi più singolari del pop italiano dei primi anni Ottanta. Il suo “Arlecchino elettronico” mette insieme tradizione italiana, teatro, rock, fumetto e le nuove sonorità provenienti dall’Europa.
“Tanz bambolina” è un perfetto esempio di questa contaminazione. Anche il titolo, con il termine tedesco Tanz, anticipa l’atmosfera mitteleuropea ed elettronica del brano.
All’ottavo posto resiste “Non sono una signora” di Loredana Bertè.
Poche canzoni sembrano essere state costruite così perfettamente intorno alla personalità del proprio interprete.
Il testo racconta una donna che rifiuta convenzioni ed etichette, caratteristiche che il pubblico associa immediatamente alla stessa Bertè. Per questo, con il passare degli anni, “Non sono una signora” finirà per essere considerata quasi un manifesto artistico della cantante.
La grande presenza internazionale della settimana è Elton John con “Blue Eyes”, al nono posto.
La canzone mostra il lato più melodico e romantico dell’artista britannico. Lontano dalle produzioni più esplosive della sua carriera, Elton John costruisce una ballata elegante nella quale il pianoforte e soprattutto la melodia tornano al centro della scena.
“Blue Eyes” appartiene all’album Jump Up! del 1982 e diventerà uno dei brani più conosciuti della produzione di Elton John dei primi anni Ottanta.
Alla decima posizione troviamo ancora “Paradise” di Phoebe Cates, legata all’omonimo film interpretato dalla giovane attrice.
È uno dei fenomeni curiosi di quell’estate: cinema, immagine e musica si fondono contribuendo a trasformare Phoebe Cates in uno dei nuovi volti internazionali dei primi anni Ottanta.
La sua presenza ancora nella Top 10 alla fine di settembre dimostra quanto a lungo il brano sia riuscito a sopravvivere alla stagione estiva che ne aveva decretato il successo.
La Hit Parade del 25 settembre 1982 rappresenta così quasi il passaggio musicale dall’estate all’autunno. Alcuni dei grandi successi dei mesi precedenti resistono ancora, ma cominciano ad affacciarsi nuove canzoni destinate ad accompagnare la seconda parte dell’anno.
Soprattutto cambia il numero uno. Dopo settimane dominate da Miguel Bosé, arriva Claudio Baglioni con una canzone nata davanti alla culla di suo figlio e diventata, quasi immediatamente, patrimonio sentimentale di milioni di italiani.
Quel 25 settembre 1982, la canzone più amata è “Avrai”.
Scritto da: enzosangrigoli
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