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Led Zeppelin III: il disco che ha cambiato il suono della band

today22 Aprile 2026 24

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Ci sono album che sorprendono. Altri che spiazzano. Led Zeppelin III, pubblicato nel 1970, fa entrambe le cose. Dopo due dischi potenti e carichi di elettricità, i Led Zeppelin scelgono una strada completamente diversa, dimostrando ancora una volta di essere una band fuori dagli schemi.

Questo è un disco che, ancora oggi, suona attuale. Non segue una moda, non cerca compromessi. È un album che conserva la magia del primo ascolto e che, con il passare del tempo, rivela sempre nuovi dettagli.

Una svolta inaspettata

Dopo il successo di Led Zeppelin II, tutti si aspettavano un altro album hard rock. Invece, la band sorprende tutti. Led Zeppelin III è un disco più intimo, acustico, folk, ma non per questo meno potente.

Gran parte dell’album nasce nel cottage gallese Bron-Yr-Aur, dove Jimmy Page e Robert Plant si rifugiano lontano dal caos. Niente elettricità, niente pressioni. Solo natura, chitarre acustiche e idee che prendono forma in modo spontaneo.

Il suono: tra folk e rock

Il risultato è un disco che alterna momenti delicati e atmosfere potenti. Brani come “Gallows Pole” e “That’s the Way” mostrano il lato più folk e narrativo della band, mentre “Immigrant Song” apre l’album con un’energia travolgente, diventando uno dei pezzi più iconici dei Led Zeppelin.

Con “Since I’ve Been Loving You”, la band torna su territori blues, regalando uno dei brani più intensi della loro carriera, con una chitarra di Jimmy Page semplicemente straordinaria.

Un album che divide, ma che segna

All’epoca, Led Zeppelin III spiazzò pubblico e critica. Molti non capirono subito questa svolta acustica. Ma con il tempo, il disco è stato rivalutato e oggi è considerato uno dei lavori più importanti della band.

È l’album che dimostra che i Led Zeppelin non erano solo una macchina rock, ma una band capace di sperimentare, evolversi e sorprendere.

La copertina: un’idea fuori dagli schemi

Anche la copertina riflette lo spirito dell’album. Un artwork particolare, quasi psichedelico, con una ruota girevole che permette di vedere immagini diverse. Un’idea creativa che, ancora una volta, sottolinea la volontà della band di distinguersi.

Un disco senza tempo

Led Zeppelin III è uno di quei dischi che non ti stancano mai. Ogni ascolto è un viaggio diverso. È un album che ti accompagna, che cambia con te, che riesce a trasportarti con i pensieri.

Su RPL 70/80/90, questo è uno di quei lavori che dimostrano come la vera musica non abbia bisogno di tempo per restare attuale. Basta premere play… e lasciarsi trasportare.

Scritto da: enzosangrigoli

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