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Tra i cartoni animati giapponesi che hanno fatto commuovere il pubblico italiano, Peline Story occupa un posto speciale. È una storia delicata e a tratti drammatica, fatta di viaggi, povertà, solitudine e speranza, ma soprattutto del coraggio di una bambina costretta a crescere molto più velocemente di quanto avrebbe voluto.
Il titolo originale è Perrine Monogatari e la serie venne realizzata nel 1978 dalla Nippon Animation nell’ambito del celebre World Masterpiece Theater, il progetto che portò sul piccolo schermo numerosi classici della letteratura per ragazzi.
La storia è ispirata al romanzo francese “En famille” di Hector Malot, lo stesso scrittore di Senza famiglia, da cui deriva la celebre storia di Remì.
Peline è una ragazzina dolce e sensibile, ma anche incredibilmente determinata. Viaggia attraverso l’Europa insieme alla madre Marie, cercando di raggiungere la Francia, dove vive il nonno paterno.
Il padre della bambina, Edmond, è morto e madre e figlia sperano di trovare finalmente una famiglia e una vita più sicura.
Il loro viaggio è però tutt’altro che semplice.
Peline e sua madre possiedono pochissimo e devono guadagnarsi da vivere spostandosi di città in città. Attraversano diversi Paesi a bordo di un carro e lavorano come fotografe ambulanti, incontrando lungo la strada persone generose ma anche momenti di grande difficoltà.
Accanto a Peline c’è anche il fedele cane Barone, inseparabile compagno delle sue avventure.
La prima parte di Peline Story è un vero racconto di viaggio.
Peline attraversa luoghi e culture differenti, imparando continuamente qualcosa dalle persone che incontra. Nonostante la povertà, conserva una straordinaria curiosità verso il mondo e cerca sempre di aiutare chi si trova in difficoltà.
Ma il viaggio diventa progressivamente più duro.
Le condizioni della madre peggiorano e Peline comprende che raggiungere il nonno sarà molto più difficile di quanto avesse immaginato.
È proprio qui che la serie cambia profondamente tono.
Uno dei momenti più dolorosi della storia è la morte di Marie.
Peline rimane completamente sola.
È ancora una bambina, non possiede praticamente nulla e deve continuare il viaggio verso una persona che non ha mai conosciuto personalmente.
Potrebbe arrendersi, ma decide di mantenere la promessa fatta alla madre e raggiungere comunque la famiglia paterna.
Da questo momento Peline Story diventa soprattutto la storia della crescita della sua protagonista.
Peline impara a sopravvivere, lavorare e affrontare le difficoltà senza perdere la propria gentilezza.
Finalmente Peline raggiunge Maraucourt, la cittadina francese dove vive il nonno Vulfran Paindavoine, ricco proprietario di una grande industria tessile.
La bambina potrebbe presentarsi immediatamente e rivelare chi è.
Ma scopre una situazione molto più complicata.
Il nonno non aveva approvato il matrimonio del figlio Edmond con Marie e Peline teme di essere respinta proprio a causa del rancore dell’uomo verso sua madre.
Decide quindi di non rivelare la propria identità.
Assume il nome di Aurélie e comincia a lavorare nella fabbrica del nonno come una semplice operaia.
Vulfran è un personaggio fondamentale della seconda parte della serie.
È un uomo anziano, ricco e potente, ma è diventato cieco e vive con il dolore per la perdita del figlio.
Peline entra lentamente nella sua vita senza dirgli di essere sua nipote.
Grazie alla sua intelligenza, alla capacità di parlare diverse lingue e soprattutto alla sua sensibilità, la ragazza riesce progressivamente a conquistare la fiducia dell’anziano.
Il rapporto tra i due diventa sempre più profondo.
Vulfran comincia ad apprezzare quella giovane ragazza senza sapere che davanti a lui si trova proprio la persona che stava cercando: la figlia del suo amatissimo Edmond.
È proprio questo elemento a rendere la seconda parte della storia così coinvolgente.
Lo spettatore conosce la verità.
Vulfran no.
Ogni conversazione tra i due possiede quindi un significato particolare. Peline vorrebbe raccontargli tutto, ma teme che il pregiudizio dell’uomo verso sua madre possa distruggere il rapporto che si è creato.
Intanto Vulfran continua a cercare informazioni sulla famiglia del figlio.
Il momento in cui la vera identità di Peline viene finalmente scoperta rappresenta naturalmente uno dei passaggi più emozionanti dell’intera serie.
Dopo un viaggio durissimo, la bambina riesce finalmente a trovare ciò che cercava dall’inizio: una casa e una famiglia.
La storia deriva da “En famille”, romanzo pubblicato dallo scrittore francese Hector Malot nel 1893.
Come molte produzioni del World Masterpiece Theater, l’anime prende un grande classico della letteratura europea e lo trasforma in un lungo racconto televisivo, permettendo di approfondire personaggi e ambientazioni.
La serie conta 53 episodi e venne trasmessa originariamente in Giappone nel 1978.
L’attenzione ai paesaggi, alle città attraversate e alle condizioni di vita dell’epoca contribuisce a dare a Peline Story quell’atmosfera tipica dei grandi anime letterari prodotti dalla Nippon Animation.
Peline Story arrivò in Italia nei primi anni Ottanta, nel pieno della grande diffusione degli anime sulle televisioni private.
La serie venne trasmessa con il titolo Peline Story e conquistò soprattutto il pubblico che già seguiva cartoni animati come Heidi, Remì, Anna dai capelli rossi e le altre grandi storie di formazione provenienti dal Giappone.
Successivamente venne riproposta anche con il titolo Peline, attraverso repliche ed edizioni differenti.
Per molti spettatori italiani rimane uno dei classici esempi di quei cartoni che non avevano paura di affrontare argomenti difficili: la povertà, la morte di un genitore, il lavoro, la solitudine e le differenze sociali.
Peline non possiede superpoteri e non deve sconfiggere nessun grande nemico.
La sua battaglia è molto più semplice e, proprio per questo, profondamente umana.
Deve andare avanti.
Anche quando perde quasi tutto, continua il viaggio. Anche quando potrebbe rivelare immediatamente di essere la nipote di un uomo ricchissimo, preferisce conquistarsi da sola il proprio posto. E soprattutto non permette alle difficoltà di trasformarla in una persona cinica.
È questa la vera forza di Peline Story.
Dietro l’apparenza di un cartone per bambini si nasconde una grande storia sulla dignità, sulla famiglia e sulla capacità di ricominciare.
E dopo un viaggio attraverso mezza Europa, tante sofferenze e una lunga ricerca, Peline riesce finalmente a trovare ciò che desiderava più di ogni altra cosa:
qualcuno da poter chiamare ancora famiglia.
Scritto da: enzosangrigoli
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