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RPL – ’70’80’90 Musica 708090
Occhiali neri, abiti neri, cappello nero.
E soprattutto: anima blu, ritmo nelle vene e un’ironia travolgente.
I Blues Brothers, interpretati da John Belushi (Jake) e Dan Aykroyd (Elwood), sono diventati negli anni ’80 un vero e proprio mito, una coppia esplosiva capace di unire musica, comicità e azione in un modo mai visto prima.
Il loro film, The Blues Brothers (1980), non è solo una commedia: è un manifesto di amore totale per il soul, il blues e il rhythm & blues.
Jake ed Elwood non erano due personaggi.
Erano — e sono ancora — una leggenda.
I Blues Brothers nascono come sketch musicale al Saturday Night Live nel 1978.
Belushi e Aykroyd, appassionatissimi di blues, decidono di creare due personaggi ispirati ai grandi del genere.
Sul palco del SNL, esplodono.
Il pubblico impazzisce.
La band (guidata dal mitico Paul Shaffer, poi sostituito da Murphy Dunne nel film) diventa un fenomeno.
Il passo successivo è inevitabile: il cinema.
Diretto da John Landis, The Blues Brothers diventa un successo epocale.
La trama è semplice e geniale:
Jake ed Elwood devono salvare l’orfanotrofio dove sono cresciuti… con una missione da Dio (“We’re on a mission from God”).
Per farlo, devono rimettere insieme la loro vecchia band.
Il risultato?
Un viaggio pazzesco tra inseguimenti, musica, battute, caos totale e un’energia che ancora oggi nessun film ha saputo replicare.
Il film è un concentrato di soul e R&B, con ospiti d’eccezione:
Aretha Franklin
Ray Charles
James Brown
Cab Calloway
John Lee Hooker
Ciascuno interpreta un brano diventato iconico:
Think
Minnie the Moocher
Shake a Tail Feather
Everybody Needs Somebody to Love
Sweet Home Chicago
È un concerto travestito da film.
O un film travestito da concerto.
La Dodge Monaco del ’74 — la celebre Bluesmobile — è parte integrante del successo del film.
Inseguimenti surreali, salti impossibili, auto della polizia ovunque:
La Bluesmobile è diventata un’icona pop pari ai protagonisti.
John Belushi porta sullo schermo tutta la sua energia selvaggia, il suo carisma esplosivo, il talento comico e fisico senza rivali.
Aykroyd è la calma apparente, il pensatore, il fratello metodico e devoto.
Insieme sono perfetti:
una coppia comica unica, un equilibrio irripetibile.
Purtroppo, il sogno dei Blues Brothers si interrompe nel 1982 con la scomparsa improvvisa di John Belushi.
Una perdita enorme per il cinema e per la musica.
Aykroyd porta avanti il progetto, ma l’alchimia originale resta irripetibile.
Blues Brothers 2000 (1998) omaggia il mito, ma il cuore della leggenda è e rimane quello del 1980.
Perché rappresentano:
la passione per la musica vera
la libertà
l’amicizia totale
la follia positiva
l’ironia intelligente
un’America che non esiste più, ma che ci piace ricordare
I Blues Brothers hanno portato il blues al grande pubblico, trasformando un genere di nicchia in un fenomeno pop globale.
Sono diventati simbolo di un’epoca in cui musica e cinema non erano semplici forme d’arte, ma esperienze da vivere.
Scritto da: enzosangrigoli
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