Laura Antonelli è stata una delle attrici più celebri e affascinanti del cinema italiano degli anni Settanta e Ottanta. La sua immagine è rimasta indissolubilmente legata a Malizia, il film che nel 1973 la trasformò in una delle maggiori dive italiane, ma ridurre la sua carriera al ruolo di icona della sensualità sarebbe ingiusto. Antonelli lavorò con importanti registi, affrontò commedia, cinema d’autore e film in costume e riuscì a dimostrare qualità interpretative spesso oscurate dalla straordinaria popolarità della sua immagine.
La seconda parte della sua vita fu invece profondamente diversa. Problemi giudiziari, difficoltà personali e un progressivo allontanamento dallo spettacolo accompagnarono gli ultimi decenni di un’esistenza che sembra quasi divisa in due: prima la fama, le copertine e il successo internazionale, poi il silenzio e una vita sempre più lontana dai riflettori.
Chi era Laura Antonelli
Laura Antonelli, nome d’arte di Laura Antonaz, nacque a Pola il 28 novembre 1941, quando la città apparteneva al Regno d’Italia. In seguito alle vicende del confine orientale e dell’esodo giuliano-dalmata, la sua famiglia lasciò l’Istria e si trasferì in Italia.
Dopo diversi spostamenti la famiglia si stabilì a Napoli. Laura studiò educazione fisica e, prima di entrare definitivamente nel mondo dello spettacolo, lavorò anche come insegnante.
La sua bellezza non passò però inosservata. Cominciò a lavorare come modella e comparsa pubblicitaria e progressivamente si avvicinò al cinema, inizialmente attraverso piccoli ruoli.
Gli inizi nel cinema degli anni 60
Durante gli anni Sessanta Laura Antonelli compare in diverse produzioni cinematografiche senza essere ancora una protagonista. Sono anni di formazione durante i quali il cinema italiano vive una delle sue stagioni più ricche e offre numerose possibilità a nuovi attori e attrici.
Uno dei passaggi importanti della sua carriera arriva con Le malizie di Venere, realizzato alla fine degli anni Sessanta e tratto dal romanzo Venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch. Il film contribuisce a mettere in evidenza la sua presenza scenica e a orientare parte della sua immagine cinematografica verso ruoli caratterizzati da una forte componente sensuale.
La svolta definitiva, tuttavia, deve ancora arrivare.
Malizia e l’esplosione del successo
Nel 1973 Laura Antonelli interpreta Angela in Malizia, diretto da Salvatore Samperi. È il film che cambia completamente la sua carriera.
Angela è una giovane domestica che entra nella casa di un vedovo siciliano e diventa oggetto delle attenzioni degli uomini della famiglia. Il film utilizza sensualità, commedia e provocazione per raccontare desideri e ipocrisie dell’Italia dell’epoca.
Malizia ottiene uno straordinario successo commerciale e Laura Antonelli diventa improvvisamente una delle donne più famose del cinema italiano.
La sua interpretazione le vale anche il Nastro d’argento come migliore attrice protagonista. Il riconoscimento dimostra che dietro l’immagine della nuova icona sexy del cinema italiano esisteva un’attrice capace di costruire un personaggio con ironia, ambiguità e personalità.
Il successo è enorme. Laura Antonelli appare sulle copertine, viene richiesta dai produttori e diventa un simbolo degli anni Settanta.
Molto più di un’icona sexy
Il grande successo di Malizia ebbe anche una conseguenza difficile per Laura Antonelli: l’industria cinematografica cominciò a identificarla quasi esclusivamente con la sua sensualità.
In realtà la sua filmografia dimostra una maggiore varietà. Nel corso della carriera lavorò con registi come Luchino Visconti, Dino Risi, Luigi Comencini ed Ettore Scola, passando dalla commedia al cinema d’autore.
Nel 1971 era stata protagonista insieme a Jean-Paul Belmondo di Gli sposi dell’anno secondo, produzione francese che contribuì alla sua notorietà internazionale. Proprio con Belmondo ebbe anche una lunga e molto raccontata relazione sentimentale.
Nel 1976 arrivò uno dei ruoli più prestigiosi della sua carriera con L’innocente, ultimo film diretto da Luchino Visconti. Antonelli interpretò Giuliana Hermil accanto a Giancarlo Giannini, dimostrando di poter affrontare un cinema molto distante dalla commedia erotica che l’aveva resa famosa.
Gli anni 70 e i grandi successi
Gli anni Settanta rappresentano il periodo d’oro di Laura Antonelli. L’attrice diventa una delle protagoniste più richieste del cinema italiano e interpreta numerosi film destinati a ottenere una grande popolarità.
Tra questi figurano Sessomatto, diretto da Dino Risi, Mio Dio, come sono caduta in basso! di Luigi Comencini, Divina creatura di Giuseppe Patroni Griffi e il già ricordato L’innocente di Luchino Visconti.
Antonelli riesce a incarnare perfettamente un determinato momento della società italiana. È elegante e provocante, sofisticata e nello stesso tempo capace di interpretare la commedia popolare. La sua bellezza diventa un fenomeno di costume, ma nei film migliori emerge anche una particolare capacità di utilizzare ironicamente la propria immagine.
Gli anni 80 e Grandi magazzini
Con l’arrivo degli anni Ottanta il cinema italiano cambia profondamente. La grande stagione della commedia degli anni precedenti comincia progressivamente a esaurirsi e la televisione assume un peso sempre maggiore nell’intrattenimento popolare.
Laura Antonelli continua comunque a lavorare. Tra i titoli più ricordati di questo periodo c’è Passione d’amore di Ettore Scola, uscito nel 1981, nel quale partecipa a un’opera molto lontana dai personaggi che avevano costruito la sua fama.
Nel 1986 è inoltre tra i numerosi protagonisti di Grandi magazzini, commedia corale diventata negli anni uno dei film simbolo del cinema popolare italiano degli anni Ottanta.
La sua presenza conserva un enorme richiamo, anche se il periodo nel quale Antonelli rappresentava una delle principali star del box office italiano si avvia ormai verso la conclusione.
Il difficile ritorno con Malizia 2000
All’inizio degli anni Novanta si tenta di rilanciare uno dei personaggi più famosi della sua carriera con Malizia 2000, ancora diretto da Salvatore Samperi.
L’operazione avrebbe dovuto riportare Laura Antonelli al centro dell’attenzione cinematografica quasi vent’anni dopo il primo Malizia. Durante la preparazione del film, però, l’attrice si sottopose a trattamenti estetici che provocarono gravi conseguenze sul suo volto.
Seguì una lunga controversia giudiziaria relativa ai danni subiti. La vicenda ebbe un impatto enorme sulla sua vita personale e professionale e contribuì al definitivo allontanamento dell’attrice dal cinema.
L’addio al mondo dello spettacolo
Dopo le difficoltà vissute negli anni Novanta, Laura Antonelli decise progressivamente di ritirarsi dalla vita pubblica.
La donna che per anni era stata fotografata, intervistata e celebrata come una delle più belle attrici europee scelse una quotidianità completamente diversa. Si stabilì a Ladispoli, vicino Roma, conducendo una vita estremamente riservata.
Rifiutò diversi tentativi di riportarla davanti alle telecamere e preferì rimanere lontana dal mondo dello spettacolo. Anche quando giornali e televisioni tornarono a occuparsi delle sue difficoltà, Antonelli mostrò scarso interesse per un ritorno alla notorietà.
La dimensione spirituale assunse progressivamente un ruolo importante nella sua vita e l’attrice cercò nel silenzio e nella fede una serenità molto distante dal clamore degli anni della celebrità.
La morte di Laura Antonelli
Laura Antonelli morì il 22 giugno 2015, all’età di 73 anni, nella sua abitazione di Ladispoli.
La notizia suscitò grande commozione e riportò immediatamente alla memoria le immagini dei suoi film più famosi. Dopo anni trascorsi lontano dai riflettori, il pubblico riscoprì non soltanto la protagonista di Malizia, ma l’intera carriera di un’attrice che aveva attraversato una stagione fondamentale del cinema italiano.
La sua vicenda personale, segnata da un contrasto fortissimo tra successo e isolamento, contribuì a rendere ancora più intenso il ricordo della sua figura.
Perché Laura Antonelli è diventata un’icona
Laura Antonelli è stata certamente un simbolo della sensualità degli anni Settanta, ma la sua importanza nella storia del cinema italiano va oltre questa definizione.
Ha lavorato con alcuni dei maggiori registi italiani, ha recitato accanto a importanti interpreti europei e ha attraversato generi molto diversi. Malizia resta il film che più di ogni altro la identifica, ma titoli come L’innocente, Sessomatto, Passione d’amore e Mio Dio, come sono caduta in basso! raccontano un’attrice più complessa di quanto suggerisca l’etichetta di sex symbol.
La sua storia contiene inoltre qualcosa di profondamente legato al funzionamento dello spettacolo: la rapidità con cui una persona può essere trasformata in un’icona e la stessa rapidità con cui il successo può lasciare spazio alla solitudine.
A decenni di distanza dai suoi maggiori successi, il volto di Laura Antonelli continua a identificare un’intera stagione del cinema italiano. Una diva bellissima e popolarissima, ma anche un’attrice che probabilmente avrebbe meritato di essere ricordata, già durante la sua carriera, molto più per il proprio talento e molto meno soltanto per la propria bellezza.
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