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RPL – ’70’80’90 Musica 708090
Tra i robottoni giapponesi arrivati in Italia, Astroganga occupa un posto speciale grazie alla sua originalità: è uno dei pochissimi robot “organici”, dotato di un’anima e di sentimenti.
Prodotto nel 1972 dalla Knack Productions, Astroganga (titolo originale Ginga Shōnen Tai) è spesso ricordato per il suo tono malinconico e per un rapporto protagonista–robot molto più emotivo rispetto alle altre serie dell’epoca.
Arrivato in Italia nei primi anni ’80, divenne subito un cult tra gli appassionati dei robot animati.
Il protagonista è Hakeem, un ragazzo che vive sulla Terra con il padre scienziato.
La sua vita cambia quando incontra Ganga, un gigantesco robot vivente nato dall’unione di:
un metallo organico,
un meteorite arrivato dallo spazio,
e lo spirito della madre di Hakeem, morta dopo aver salvato il pianeta immaginario di Astroganga.
Ganga non è un robot come gli altri:
prova emozioni,
parla tramite telepatia con Hakeem,
sente dolore,
è capace di sacrificarsi.
Insieme, i due si uniscono per combattere gli Herbest, una razza aliena che vuole invadere la Terra e schiavizzare l’umanità.
Ogni episodio racconta una battaglia carica di tensione, dove Ganga non è un semplice mezzo meccanico, ma un vero compagno di vita.
Astroganga arrivò in Italia intorno al 1980, trasmesso inizialmente su emittenti regionali e poi replicato più volte nel corso degli anni.
Era molto amato nei palinsesti pomeridiani delle TV locali, che lo affiancavano ad altri robot dell’epoca come Jeeg, Getter Robot e Daltanious.
La sigla italiana, cantata dai Micronauti, era particolarmente energica e contribuì al suo successo:
“Astroganga! Vola e va! Astroganga! Difende l’umanità!”
Un robot vivente: a differenza della maggior parte dei mecha, Ganga non ha cockpit né comandi meccanici. È lui a scegliere quando combattere e come agire.
Alieni inquietanti: gli Herbest sono tra i nemici più cupi dell’animazione anni ’70, spesso rappresentati come entità crudeli e spietate.
Stile particolare: l’animazione è semplice ma molto espressiva, tipica della Knack Productions (la stessa di Don Chuck).
Serie breve ma intensa: Astroganga è composta da 26 episodi, tutti con un forte carico emotivo.
Toni drammatici: rispetto ai robot più famosi, la serie ha un taglio molto più malinconico e spirituale.
Cult assoluto in Italia: nonostante la scarsa diffusione in patria, in Italia Astroganga è diventato un titolo amato e ricordato, grazie alle frequenti repliche sulle TV locali.
Astroganga è un robot diverso da tutti gli altri: non è pilotato, non è comandato, non è freddo né meccanico.
È un essere vivente, con un cuore e una coscienza, simbolo del legame indissolubile tra madre e figlio.
Per questo la serie ha colpito così tanto il pubblico italiano: dietro ai combattimenti c’è una storia di amore, perdita e sacrificio che ancora oggi emoziona.
Un piccolo gioiello dell’animazione giapponese anni ’70, che merita di essere riscoperto.
Scritto da: enzosangrigoli
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