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RPL – ’70’80’90 Musica 708090
Tra i cartoni animati robotici che hanno fatto la storia della TV, Daltanious occupa un posto speciale.
Prodotto dalla Toei Animation nel 1979 e trasmesso per la prima volta nel 1980, è considerato uno dei super robot più affascinanti del suo genere, grazie all’unione di tre elementi che si combinano per formare un guerriero invincibile: un robot umanoide, un’astronave e un leone meccanico.
Con la sua ambientazione futuristica e i temi di resistenza, libertà e solidarietà, Daltanious è diventato un simbolo dell’animazione giapponese anni ’80.
La storia è ambientata nel 1995, in un futuro devastato da una guerra intergalattica che ha distrutto la Terra.
Il pianeta è sotto il dominio degli invasori Zarliani, che hanno schiavizzato gli umani e imposto un regime di terrore.
Il giovane Kento Tate, orfano e costretto a vivere in una baraccopoli, scopre di essere il discendente dell’antica dinastia dei principi di Helios.
Guidato dal saggio Dottor Earl e dal leone robot Beralios, Kento diventa il pilota del poderoso robot Atlas, che si unisce al leone e all’astronave Gunper per formare il gigantesco Daltanious, difensore della Terra e simbolo della speranza contro gli invasori.
Ogni episodio racconta una battaglia in cui coraggio, amicizia e sacrificio si intrecciano in perfetto stile “robotico” giapponese.
Daltanious debuttò in Giappone nel 1979, ma arrivò in Italia nel 1981 su Italia 1, in un periodo d’oro per i robottoni.
Accolto con entusiasmo, divenne subito uno dei cartoni più seguiti insieme a Goldrake, Jeeg Robot d’Acciaio e Mazinga Z.
La sigla italiana, cantata da I Micronauti e composta da Vincenzo Draghi, è rimasta nella memoria di chi è cresciuto negli anni ’80:
🎵 “Daltanious, re dei cieli, con il leone combatti anche tu!”
Nel tempo, la serie è stata replicata più volte su reti locali e pubblicata in DVD da Yamato Video, confermandosi un grande classico del genere mecha.
Il primo robot con un leone nel petto: Daltanious è stato il primo super robot della storia a presentare un animale integrato nel design del corpo.
Questa idea influenzò anche serie successive come Voltron e GaoGaiGar.
Design di Saburo Yatsude: dietro la firma collettiva si nasconde lo staff creativo della Toei, responsabile anche di Combattler V e Voltes V.
Un futuro alternativo: la serie unisce fantascienza e dramma umano, con una forte critica alla guerra e ai regimi autoritari.
92 robot previsti: inizialmente la Toei aveva in programma di creare una trilogia con Daltanious, ma il progetto si trasformò nel successivo Golion (diventato Voltron in Occidente).
🇮🇹 Un successo tutto italiano: in Italia il cartone raggiunse ascolti record e divenne uno dei simboli della prima generazione di “bambini dei robottoni”.
Daltanious non è solo un robot da combattimento, ma un simbolo di speranza e giustizia.
Con i suoi protagonisti coraggiosi, la potenza di Beralios e il messaggio di libertà, ha saputo ispirare generazioni intere.
Un cartone che, a distanza di oltre quarant’anni, continua a rappresentare l’epoca d’oro degli anime robotici giapponesi.
Scritto da: enzosangrigoli
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